\ 1 ~ ordinata n1e1noriadelle nostre cose, dice il Foglietta, -- fino al 1270, 1a nostra città poteva chiamarsi felice, cd i suoi costun1i,la sua gloria, il vivere suo erano tali che le promettevano una grandezza superiore a quella dei Veneti, ai quali facilmentepoteva conten- ,lere l' acquisto della Lombardia,ma nel 1265 Uberto Spinola rapisce il podestà, Spino]a e Doria rinnovano questo delitto cinque anni più tardi; per 70 anni le espulsioni succedono alle espulsioni, la pa1 ria lacerata deve darsi ora ad Arrigo VII, ora ai re di Napoli, ora ai duchi di l\1ilano,e se1npreagonizza perchè s~ il Dogado reprime le quattro grandi famiglie,vedonsi sulla scena le nuove divisioni degli ~\.dornie dei Fregoso mentre regnano gli Spinoli a Bugallo, i Fieschi a Varisio, i Grimaldi a Monacoe i Doria ad Oneglia molestando la repubblica. » Propone adunque Foglietta di togliere d' un tratto tutte le distinzioni e tutte le esclusioni che concernono i nobili; siano loro aperti tutti gli impieghi e perdano nel tempo stesso tutti i privilegi, così guadagner~nnola stima generale, le divisioni svaniranno e si vedrà ripetuto questo fatto di Roma, dove liberi i plebei di scegliere chi volevanoper tribuni nominavano un giorno otto patrizj. Qui Foglietta si ferma pensoso al cospetto di Andrea Doriache ha 90 anni e che tutti rispettano; n1a i suoi successori possono entrare nella via già percorsa dai Baglioni, dai Bentivoglio, dai Visconti, dai Medici, dai. Petrucci, dagli Scaligeri, dagli Adorni, dai Fregoso, e perchè adun- . que l' uo1noche ama Genovapiù della sua famiglia non toglie il potere e le navi ai suoi? Forse oramai sazio della nostra dapocaggine non ci crede atti alla repubblica... Ma che? può egli disporre di noi?
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