- 2S3 - . giare per proteggerla? Era savio consigliolo spingere i principi ad anticipare la guerra, esponendoli soli ad una reazione imperiale? Giungeva poi nuovo e peregrino nel 1535 il concetto di ripetere la Lega italiana capitanata dal Ducad'Urbino e sì vergognosamente sconfitta? In una parola, le idee false mescolate a~ altre incerte o premature o disadatte non pern1ettevanoal Giannottidi trarsi dalla schiera degli scrittori di secondo ordine a dispetto di una petulanza che I o rendeva superiore ai Veneti da I u i imitati. ~fentre a Venezia·tutti gli scrittori sono aristocratici, nella repubblica rivale di Genova intendiamo l'elogio della democrazia fatto da Uberto Foglietta ne-i suoi due libri Della Repubblicadi Genova, stampati nel 1559. Foglietta è lungi dal credere che la sua patria sia n model1odella repubblica, lungi dall'avere l'aria convinta ed ossequiosadegli scrittori veneziani che non possono pronunciare una sillaba senza moltiplicare le riverenze ai loro senatori. « La nostra patria è infelice, esclama il Genovese, ognuno lo sa, e nessuno pensa a salvarla; e non solo non riaquìsterà l' antica gloria e gli Stati perduti, ma le sovrasta il pericolo di perdere anche quelli che le rimangono. Ed ogni nostra sciagura ci proviene dalla nobiltà sempre divisa, furente e sì imperversante che di continuo scompigliala nostra repubblica. >) Quanto i Veneti sono ingiuriosi per la moltitudine,altrettanto si scatena il Genovesecontro.i grandi, mostrandoche gli scarsi meriti dei loro avi sono a dismisura soverchiati dalle innumerevoli sciagure da essi cagionate alla patria. « Pall'anno 1100, dal quale comincia •
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