- 281 - un uomo che sconvolge tutta la storia per rifarla secondo il capricciodi due tumultimunicipali?Possiamo noi sottomettergliquattrocento anni di avvenimenti, di rivoluzioni accordandoglila facoltàdi immaginart~ ad ogni tratto un Licurgo che fondi una Venezia sull'Arno? Volendo e disvolendo la sua Firenze, egli dice e disdice ad ogni tratto le n1edesimecose; ora loda il cetomedio, ora si scatena contro i popolani grassi che lo costituivanorepubblicamente; qui parla di abbattere i grandi, là non vuole nè spogliarli,nè proscriverli,e per rim.anerefedeleall'antica repubblica non s'accorge che calpesta la nuova libertà di Arezzo, di Pisa, di Pistoja, per cui tutti i Toscani erano interessati ad invocare la signoria liberatricedei ~ledici. Questaper1nettevaloro dì vivere sotto un capo indifferente alle antichi gare municipali, egualmente benevoloper tutti i campanili, egualmentedispostope/ tutti i dialetti toscani, invece la Repubblica imponeva il regno di un campanile, di un dialetto, la tirannia di una città che governavasi a partito e che trattava la Toscana come una conquista del suo Confaloniere. E come propone egli di ristabilire questa libertà di Firenze odiata da tanti Italiani? Come propone df resistere alla ribellione di Arezzo? Togliendo i beni, le terre agli insorti, copiando le devastazioni immaginarie di Macchiavelli, esagerand() le mille volte l'antica tirannia del suo municipio. Lo stesso scrittore rivolgendosinel f535 al pontefice Paolo III. comprende alla fine quanto grande sia la potenza dell' Impero e della Spagna, quanto formidabile pesi sulla penisola l'unità nuovamente costituita da una monarchia quasi universale, o cadendo in un opposto errore, sempre giudicando il , -
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==