-- 279 - la storia_della prima repubblica, a toglierle quanto conteneva di effimero ed a ristabilirne l'equilibrio I cogli antichi Stati del risorgimento italiano; e sicco1ne egli non vede nè la restaurazione del papa e dell'hnpero, nè ]a risurrezione dei guelfi e dei ghibellini, ·nè l'onnipotenza della Spagna, nè il fato geHerale dell'Europa, nè quanto in fine distrugge per sen1prela sua Italia imaginaria, egli si 9stina e crede che imitata Venezia si possano fissare per sempre i destini di Firenze. La celebre classe media dei Veneti, bene o mal -~ntesa, si presenta a lui come il mezzo per ridurre. da una parte i Medici all' impotenza, dall'altra la plebe all'obbedienza e spera di ,1edere un senato veneto nel palazzo del ConfaJonieri e tutto al trapianto delle forme veneziane nella piazza del mercato vecchio, nulla si cura del n1ondo che gli sfugge e lo deride. _ Eccolo quindi come un i.nsettonel cratere di un vulcano, le piccole cose che feriscono l'occhio suo acquistano proporzioni gigantesche, le grandi cose che trascendono la sua vista non esistonopunto per lui. Le sue proposte sono insensate, le sue critiche sono altrettanti controsensi che condurrebbero a distruggere la stessa libertà sulla quale vorrebbe fondarsi. Di che si lagna? dei guelfi che vorrebbe soppressi, dei loro capitani che vorrebbe tolti all'imitazione di Venezia estranea alle parti italiane ; .nè si accorge che tolti i guelfi, tolti i loro tumulti, è tolta la repubblica. Qual è l' altra _accusa da lui fatta, come se fosse un veneto,ai capi ~el nuovo St~to? .Di fondarsi sull'alleanza francese, e benissimo-osserva che la Francia è mobile, che iniquamente invola ai .FirentiniPisa per renderla indipendente, Sarzana per
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