Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

\ - 278 - un fatto, o tutt'al più uno sforzoper conservareuna - repubb1icaminacciata, le attrattive sue sono dubbie e problematiche. Ma uscendo dalle lagune, ·venezia è un ideale, e quando Donato Giannotti di Firenze se ne inamora non è un governo, ma una rivoluzione; I non si tratta di conservare o di difendere un fatto · compiuto, n1a d'interromperecon una insurrezione il principato mediceo, e se abbiamo letto con rassegnazione gli scrittori veneti noi seguiren10con simpatia il pubblicista firentino. • È noto come gli ultimi sospiri della repubblica firentina siano stati i due scoppj che l'hanno fatta rinascere la prima volta nel 1494 per durare 19 anni, Ja seconda volta nel 1527 per durare un triennio. Abbiamo già. detto che quelle due repubbliche - erano accidenti dovuti all'invasione francese, forme di una ebullizione che rinnovava gli antichi guelfi, in una parola fenomeni effimeri e talmente postumi che erano inaugurati da Savonarola, monaco degno delle più fitte tenebr.e dell'era episcopale. Queste due repubbliche erano talmente deboli, tun1ultuarie ed impotenti che in ogni loro atto chiaramente scorgevansi dipendenti d.airivolgin1entigenerali della penisola e non create dalla forza del suolo o degli uomini loro. Giannotti che sorgetra il primoed il secondo scoppio è l'uomo più illuso dell' Italia e presenta lo spettacolo il più drammatico appunto pèrchè non solo attende il secondo scoppio della repubblica imminente, ma vive e respira colla fede che sarà eterna, colla çertezza che nessuna f orz_apotrà vincerla, colla risoluzio·ne di sacrificarle ogni ~uo . pensiero. I Egli mira adunque a riprodurre riveduta e corretta

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