' - 27i - tutte le teorie di Aristotele coll'antico disprezzo da lui professato per gli uomini che il fato destina a servire. Per Garimberti hannovi uomini schiaYi I per natura, altri per conquista, altri a causa della necessità, dell'industria, del commercio, del lavoro, altri ancora perchè i vili e mercenarj esercizj avviliscono lo spirito. In qual modo p6i possono queste servitù conciliarsi col cristianesimo, lo scrittore veneziano lo ]ascia ai curiosi il saperlo e facendo dire dall'uno de' suoi interlocutori - di questo me ne rin1etto alla prudenza dei teologi - mostra quanto leggero sia per lui il velo che la religione ha gettato sulle nudità degli antichi, e comemutevole.e insensata considera ogni favola adorata. - Ma se egli disprezza la moltitudine, eg1i stima il popolo che vuole signore della Repubblica, armato colla forza dell'Ostracismo contro le tentazioni del genio, e organizzato in una specie di medio ceto che, protetto da un antico pensiero di .Aristotelecontro le discordie greche, egli riproduce additando all'Italia co1nedebba difendersi la 1 ibertà contro le plebi d' onde germogliano ad ogni tratto gli Agatocle, gli Oliverottoda Fermo, i moltiformi tiranni dal Macchiavellistudiati. Secondo lui il popolo solo sa difendere la Repubblica contro l'ingiuria, il timore, il disprezzo,questi nemici che la minacciano ad ogni istante, e che senza dirlo egli vede arbitri della nazione organizzata al rovescio di Venezia. A Garitnberti succede Erizzo col suo Di~corsodei Governicivili, stampatoa Venezianel 1552. Essopure peripatetico, proclama il ceto medio, la repubblica mista, il modellodi Venezia, il disprezzodelle plebi; ma egli dà forma sì ingegnosa al suo ragionamento:
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==