/ - 271 - 1luoni re è sì piccolo .che il sigillo di; un anello basterebbe a c9ntenerne i nomi, e l'autorità della Spagna sparge l'attrattiva del frutto vietato sulle idee sì spietatamente fulminate dalla Divina Commedia. Senonc_hè non basta l'essere repubblicano per giungere tra i primi scrittori della politica italiana, che anzi l'essere cittadino di uno Stato libero come Lucca o Bologna, il fruire tranquillamente delle franchigie· trasmesse dalla tradizione, n'è pegno certo della medio"critàdello scrittore che fa l'apologia del suo governo. Gli alti pensieri, di cuì possiamo tener conto, nascono solo nell'istante dello sforzoper lottare contro il potere stabilito: quanto più grande è la lotta, tanto più grande è il concetto, e la forma repubblicana di quest'epoca acquista in1portanza solo associandosi all'insurrezione protestante contro l' antica unità dell'Europa. Questo è il nuovo principio, consapevoli o inconsapevoli gli scrittori devono tradurlo nel linguaggio delle nostre classiche tradizioni sacrificandogli l'unità di S. Tomaso, di Dante,··di Macchiavelli, e se l'Italia per conservarsi sotto ,, \ l'aspetto nazionale deve resistere mettendo il suo pontefice sotto la protezione del nuovo Ciro che regna da un mare all'altro, l'interna sua opposizione non può diradare le tenebre antiche senza chiedere a Lutero una scintilla del suo fuoco divino. - Ne nasce che solo a Venezia troviamo noi scrittori degni di preludere ~ tanto combattimento,e qui pure, finchè la Repubblica non pensava che ad estendere od a difendere iL suo vasto territorio, finchè non mirava che ad invadere l' Italia sottomettendola ali' unità del suo Dogato, nessun scrittore di teoria, e Venezia trovavasi esattamente nella condizione di i8 .... •
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