e ridotto a vivereconfinatoalla campagnatra i villici; più tar~i perdonato subì l'umiliazione peggiore di accettare impieghi assai inferiori ai primi da lui occupati e missioni sì derisorie che il Guicciardini mal dissimulavala dolorosacompassioneche sentiva vedendolo ricominciare da sì bassi esordj la sua carriera.Natocoll'imaginazionedell'uomoche dispone degli imperi, socio naturale dei principi, dei duchi, dei conti, dei marchesi, sì distinto dalla folla che nella sua relegazione finito il conversaredel_giorno coi paesani del villaggio,ritraendosi in casa per seri-- vere, si vestiva da s~gnorequasi parlasse di fatto coi capi della terra, egli rimase sì estraneoai suoi contemporanei che in verità, dal 1494 al 1526, il Macchiavelli, di cui vi ho parlato, non ha punto esistito. Nessuno lo ha conosciuto nè riconosciuto; se neavesteparlato ai Medici,agli Sforza,agliAragonesi,ai loro cortigiani,nessuno vi avrebbe creduto; se anche ne avreste parlato al ·Giovio,al Varchi, a tanti altri distintissimiletterati vi avrebberorisposto che conoscevano un ottimo prosatore il quale aveva esposta la storia di Firenze, uno scrittore degno di essere -paragonatocol Boccaccio,un autore di commediespiritosissime,di scherzi poeticie di ghiribizziattraenti; ma il vero Macchiavelli,quello della letteratura eu-- ropea, quello che voi rispettate, nessuno lo avr~bberaffigurato; il gran rivoluzionariod' Italia, nessuno l'avrebbe accettato; Soderini e Ferruccio gli avrebbero preferito il Patrizzi ed il Pontano, e per riassumermi in una parola finirò dicendocon suo figlio1 che moriva lasciando la famigl~ain somma povertà. Ben chiusa fu. adunque la sua tomba nel t527, ben finita la terrestre carriera del secretario della Re- •
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