- 26\ - poi fatto da narratore legislatore della politica creava quella plastica dell'ambizione che forma la meravi- , glia della nostra letteratura. Ma tanta grandezza andava perdùta per la generazione contemporanea, come lo prova la fortuna stessa dei libri suoi. Credete voi, o signori, che essi siano stati applauditi, commentati, combattuti dai suoi contemporanei di Firenze o di Roma, dagli assidui lettori di Fra Gerolamo Savonarola, o dagli amici di Pico della Mirandola o di MarsilioFicino? egli visse nella più infelice oscurità, non comparve mai alla testa di alcun partito, non sedette mai fra i capi della signoria, nelle sue Legazioni fu impiegato di second'ordine assai male retribuito, e se moltiplicòdisegni, progetti, consigli non fu mai ascol- - tato, non troviamo mai il nome suo negli storici contemporanei e convien pur troppo confessare che quando, per esempio, proponevaai Firentini o d'ingrandire Cesare Borgia a loro discapito o di stabilire una conquista ferocemente romana in Lombardia o di reprimere un'insurrezione di Arezzo colla colonizzazione antica spodestando tutti gli abitanti:: aggiravasi il suo pensiero in tal cerchio d' idee che s' intende come fossero i suoi disegni detti insoliti e stravaganti. Non disdegnò certo nè di sollecitare impieghi,nè cli offrire dediche, nè di proferire consigli non chiesti, nè di piegarsi sotto il vario vento che spirava purchè illese rimanessero le sue teorie; amando l'oro anelò pure a questa volgare soddisfazionedell' arricchire. Masotto la repubblica rimase privo di denaro ed anche dì vesti nelle più importantemissioni; sotto i Medici si trovò rovinato dalla perdita dell'impiego '
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