- CJl': I - -,,._ otteneva dall' Imper_atoreche rinunzierebbe a suscitare le antiche parti ghibelline in Roma, che rispetterebbe mai sempre l' intiera donazione di Carlo l\tlagnoe di Matilde, che lo lascerebb_elibero di governare i proprj Stati come gJi piaceva per sempre, e se stabilivasi il re cattoliconelle DueSicilie convien pure ripetere che il suo dominio era protettore nell'altissimo senso del Primato itali.ano.Sopravivevano tutti gli Stati, rispettavansi tutte le libertà, n1iglioravansi tutte le leggi, sorgevano ancora grandi uomini e grandi artisti coi-.quali più non può rivalizzare l' Italia attuale, e le .città stesse che abitiamo, le vie stesse nelle quali passeggiamoa Napoli,a Palermo; i palazzi, le chiese che ci rendono attoniti, sul Sebeto, sull'Olona, sul Po, a Genova comea Parma, a Modena, come a Livorno, sono opere dell'era Spagnuola, in cui Milano aveva un Senato, la Sicilia era un regno con diritto di pace e di guerra, la Toscana possedevaincanti pur troppo svaniti, e Romapontefici capaci di rivalizzarecoi primi re dell'Europa. Da ultimo se Lutero era respinto nella bassa Germania, se l'Ungheria ed altre nazioni rimanevanocattoliche, se tremavano i protestanti della Danimarca, della Svezia e dell' Inghilterra, se subivano essi il dominio cattolico di Cristiano detto il Nerone del Nord e del1' odiata ~Iaria d'Inghilterra, se la poeticaScoziaresisteva coll' infelice sua regina alle invettivetribunizie di Knox, e se soccombevanoin Francia gli Ugonotti ai furori della S. Barthelemy, brevemente se il mondo antico obbediva, se il mondo moderno tremava dinanzi al pontefice, se l'America diventava cattolica, se l'Asiaricevevacollemissioninuovi ordini da Romaquasi vivesseroaltri Cesari sul Tebro, tanto
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==