Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 2GOla Barbera sia alloggiata in un convento di fra1 i per recitare una commedia e far impazzirequei religiosi. « La ricreazione, gli risponde Guicciardini, ,, è più necessaria che mai in queste turbolenze, >> e soggiunge: « de rebuspublicis, non so che dire per- » chè ho perduta la bussola. » - <( Che il papa abbia >> gli orecchi assai turati alle proferte dell'imperatore; » replica il Macehiavelli: Liberatediuturna cvra Ita- » liam, extirpatehas irnmanesbelluas, qucehominis » pr(13ter faciemet vocernnihil habent. » Ma poi non sapendo come resistere a tanto diluvio ispanico, del resto non ancora da lui visto all' apogeo col Borbone a Roma carceriere del pontefice, egli muore sconcertato dal corso degli eventi pronunziando queste ultime parole, di un affetto melanconi90 che contrasta col suo carattere: ~< Io amo Messer Francesco >> Guicciardini, dice egli, amo la patria mia e vi dico » questo per quella esperienza che mi hanno dato » sessant' anni che io credo mai noi travagliassimo >> i più qifficili articoli che questi, dove la pace è » necessaria e la guerra non si può abbandonare. >) L'infelice consiglia al ponteficedi staccarsi con pace armata dai signori del risorgimento accettando accordi colle immani bestie della Spagna. Quanto disconosceva egli le forze dell'attendere=- del tergiversare, dell'ondeggiare e di tutti i contrarj da lui sì facilmente sacrificati alla politica antica della rapidità, della decisione, dell'unità! Quanto egli ignoravadopo di avere proclamatol'assioma una essere la scienza dei contrarj, che appunto doveva l'Italia impadronirsi delle ar1ninon usate dal nemico! · Illuso dall' apparente indecisione del pontefice e 1 lo credevaperduto, e tre anni più tardi ClementeVJI

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