Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

} - 2t>s - modo redivivo lo troviamo nel 1526 pit1 riputato e --- in miglior compagnia carteggiando col Guicciarclini. I l\Iedicigli hanno perdonato, il ponteficeClementeVI! della stessa famiglia lo ha ricompensato per la sua storia di Firenze; egli è sempre più giocondo, si occupa di commedie,di cantanti, di lotterie, e le piacevolissime sue Lettere scritte da Carpi, tra i frati, danno· vita a scene di una diplomazia eroicomica non mai immaginata. 1\tlas'avvede egli che il moto pontificio, imperiale ed Iberico inaugurato da Giulio II, si è semprepit1esteso fino a sovrapporsi al globo? Intende egli la potenza della Spagna, le cui corone sono tutte sull'unico capo di CarloQuinto e le cui colonie fonnano oran1ai quel don1iniod' onde il sole non tramonta in alcun' ora del giorno? S' accorge egli che in qnest' intervallo Lutero ha predicato la rifor111ae sollevato la Germania? che il pontefice rinnovando nel suo pensiero il patto di Carlo ~lagno colla Chiesa si unisce al nuovo Carlo per resistere alla ribellione protestante e per n1antenere l' antico centro del mondo cattolico? Pih che mai ingolfato nella sua utopia della conquista francese egli no1.1 pensa che a una nuova discesa cli Francesco I, e se più non gli è concesso cl' ingannarsi al punto da vedere nella Svizzera il più gran nemico della patria, se la prevalenza cli Carlo Quinto lo obbliga a dare uno scopo politico e in1mediatoall'alleanza francese, anche qui la fortuna si fa giuoco di lui mostrandogli il suo eroe nelle prigioni di ~1adrid. Doppiamente poi s' inganna quando egli assevera che Carlo Quinto non lo lascerà libero, o che liberato, Francesco I n1anterrà le sue -promesse rinunziando alla guerra cl' Italia. L' indomani smentiva queste

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