- 250 - guelfa e francese, quindi non antivedevalo istantanean1ente ristaurato per necessità sotto il successore di Alessandro VI, quindi incompresa giungevagli l'apparizione di . Giulio II, erede delle sanguinose spoglie dei Borgia; questa nuova conseguenza della discesa di Luigi XII rimaneva per lui un n1istero. Invano la sua llepubblica inviavalo presso il nuovo pontefice, invano voleva esso che lo studiasse, che l'osservasse nell'istante in cui egli continuaval'opera della restaurazione contro i signori superstiti; vedendolo giungerea Perugia, doveGianpaoloBaglionigli si sotto1netteva,invecedi riconoscerel'ascendentenuovo del capo della Chiesa dichiarava che il signore di Perugia avrebbe dovutopugnalarlo potendo così farsi arnniirare lasciandonon gloria immortale. Punto non si accorgeva che il Papato, signore dell'~ntica donazione co1neai tempi di CarloMagnoe di Lotario, alleato delle due conquiste, la francese di Milano, la spagnuola delle due Sicilie, poteva oramai essere annoverato tra le prime potenze della cristianità. Verso il 1507 spargeyasi la nuova che Giulio II aveva intavolato particolare negoziazione con Massi1nilianoI imperatore di Germania, nuova inaudita dalla quale scorgevasi che alla risorta potenza del ponteficedovevacorrispondere quell~dell'itnperatore, e che un altro flagello stava per pion1baresull'Italia, che oppressa dalla Spagna, dalla Francia vedevasi altresì minacciata dal papa e dall'imperatore. L' inquietudine sparsa da questa nuova era tale, che un commissariodella repubblica di Firenze l'annunziava al Macchiavellichiedendolo delr avviso suo. ~ Sospettò forse il Segretario della Repubblica che le quattro potenze stessero guatando la fiorentissima
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