Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

' 248 - negli spazj immaginarjdel possibile, il gran fattodella discesa di Luigi XII produceva le sue conseguenze_ moltiplicandole minori vittorie a profitto della retrogradazione italiana. Pertanto il pontefice Alessandro VI òella famigliadei Borgiaottenevaper il duca Valentino suo figlio il permessodi scatenarsi contro gli Orsini, i Colonna, i Varrano, gli Ordelaffi, i Malatesta, i Baglioni, gli Appiano,i Bentivoglio, i Vitelli tutti i signori, figli del grande interregno o dell'era posterioredei condottieri,nella quale avevanosottratto al pontefice quasi interamente le terre della dona• zione, disarmandolo per armare sè stessi. - Sicuro del successo il duca Valentino piombava su queste vitalizie dinastie della libertà italiana, le --isolava,le tradiva, le trucidava, e, per uno scherzo lugubre del]a fortuna, spettava al ~iacchiavellidi assistere ufficialmente qual messo firentino al rapido estendersi di questo spaventevoleeroe. Egli ne vide gli armamenti, vide la sconfitta de' suoi riemici ridotti ali' estremità cli chiedergli la pace, li vide cadere nella terribile insidia del convegno di Sinigaglia, dove il Duca li attendeva per esterminarli, mentre i loro aderentì soccombevano altrove avvelenati, ma, benchè fosse il Segretario della repubblica di Firenze_ il rappresentante dello Stato più astuto e stesse accampatosul punto allora più importante dell'Europa, egli non conobbe l'interesse di Firenze, non previdde la sorte . ' di Cesare Borgia, e nemmeno presentì quella del , p·apato. Qual messo firentino non seppe, dico, essere unico suo dovere di invigilareche ingrandendosi i Borgia non minacciassero la Repubblica. Lungi dall' osservare i loro progressi con diffidenzase ne compiacque

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