.. - 246 - Io 1nostrano nell'uditorio di Savonarola con1e se vivesse ne' tempi i più regolari, tranquillissimospet.. tatore di una predicazione religiosa che egli crede - profeticae fraudolenta,per cui egli ne ride ammirando nel frate un essere sopranaturale e nel te1npostesso un solenne impostore. Nelle sue COf!lmissionpfoi a 'f osinghi ambasciatore presso il Duca di Milanoegli 1nira solo ad evitare i soccorsi e gli accordi col signore milanese per il riacquisto di Pisa onde non staccare la sua repubblichetta dal grande alleato di I◄.,rancia. Nessun dubbio, egli preferisce la conquista, la distruzione stessa della Lombardia alla 1nenoma alterazione nei vetusti congegni del governofirentino, e qui ancora egli è le mille volte più francese che italiano. Alla fine nel 1500 la sospirata invasione si co1npie; Luigi XII scende in Italia, 1\tlilanocade nelle sue mani, Venezia ed il pontefice assecondano i suoi interessi, tutti i principi sono ai suoi piedi, e quando la penisola è prostrata sotto la conquista francese, quando obbedirebbe tutta intera a LuigiXII se non gli resistesse nel mezzodì Ferdinando il Cattolico, quando tutte le città sono ridiventate guelfee tutti i ghibellini sono in fuga cogli Sforza, coi Medici, cogli Aragonesi,quasi fossero nei più tristi n1on1enti del grande interregno, o piuttostoquando questogrande interregno che aveva fatta la forza, la prosperità, lo splendore di tanti Stati d' onde il papa e l'imperatore erano assenti, finisce, e la libertà italiana geme sotto la pressione straniera, allora il Macchiavelli soddisfatto sembra--aver raggiunto l'intento suo, ed anzi lo vediamo a Nantes irritato col cardinale di Rouen perchè Luigi XII non spinge immediatamente -
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