Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

, - 237 - ~ando il passato, se egli ha 'accettata la dissimulazione delle parti e il dato dell' indifferenzasignorile tra· i guelfi e ghibellini,continuandoin ciò la scuola di Petrarca come pure la continua nella sua politica dove al certo non insegna ad esser guelfi o ghibellini,'tutte le differenzeda lui svelate sulle forme dei governi rendono la sua narrazione instruttiva e veramente rivelatrice qualora invece di chiederle conto del passato le si chieda ragione della distanza· tra· l' Italia del XVI secolo, e l' Italia concetta dal politicofirentino.Qui ogni confnsione,ogni incertezza svanisce, e la dist.anzasi svela in modo che si può misurarne con precisione gli stadj diversi; qui la sua storia diventando un romanzo vi addita l' avvenire nel passato, e, quasi trasportati da un genio superiore, voi fuggite le debolezze, la corruzione, i mali del presente risalendo col Macchiavelliverso l'antichità sua patria naturale ; qui, trascinati nel suo corso retro~rado, vedete prima svanire nel nulla i signori senza forze, gli Stati senza eserciti, le città senza unità che abbagliavano la vista nel se- , colo di Leon X; liberati da questi falsi splendori, vedetetrasvolando i guelfi ed i ghibellini che riempiono lo stadio anteriore delle loro lotte e che dl~ mostreranno per sempre quanto possano l'odio e la cieca discordia; al di là di questa bolgia infernale incontra_teGregorio-VII, la Contessa Matilde, altri eroi che la fede esaltama che la ragione disconosce e l_ascianebulosi, erranti, oscuricomeanin1èincerte ·nei limbi della· civiltà;, giunti_a· Carlo Magnoèd al ponteficeche sacrificano il regno Longobardo, Macchiavelli vi fern1aun istante, vi insegna·altre differenze neglette, vi mostra le tombedei re ariani e dei

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