- 230 - ✓ ghibellina, la logica insidiosa·colla quale dovevano i suoi capi afforzarsi contro i guelfi chiedendo il soccorsodella plebe, la necessità in cui trova'vasila plebe di essere ghibellina insurgendo contro un governoguelfo, e poi la sua naturale sconfittaquando il governo illuminato, la guerra esterna liquidata, conveniva rifare la repubblica; · questi diversi momenti in cui Firenze riproduce i moti di Milano,di Napoli,di tutte le metropoli, sfuggonocompletamente al politico firentino che loro sostituisce·un'ammirevole lotta di plebei, un'insurrezione degna di Spartaco, aringhe che-hanno il torto di non essere scritte in latino e vicissitudini ideali in cui l'artificiodegli astratti partiti cela la verità dei partiti realL· · Quindi l'ultimo momentodella storia firentina sì invola alla volta sua allo storicoclassico,nè s'avvede egli che Cosimo_de'l\'Iedici·viene a compierel'insurrezione fallita del duca d'Atene, che il signore salda appunto i conti della città oberata e nell'impossibilità di continuarel'antica amministrazione;non s'accorge che i Medicisono gli amicidella plebe, i vendicatori dei Ciompi, gli uomini della rivoluzione sociale, i capi correlativi agli Aragonesidi N~poli,àgli Sforza di Milano,al dogeLoredanodi Venezia,a tutti i nuovi -capi qùasi ghibellini che compiono il disegno.di riscattare ogni capitale dalle parti e _daisoldati. Si ostina il Macchiavellni el suo gir9 delle formegreche, continua a trattare del popolo e del tiranno; e mite per n~cessità verso Còsimod'e'Medici, ·condannato a contenere l'ironia e la collera, non gli cade·hep• pu·re in menteche questocapoproscrivendo i guelfi; le famigliedella repubblicaguelfa, i capi dell'assem~ blea della parte e tutti gli amici dellaChiesa potesse •
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