Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 2:14 - celarla signorilmente; il duca di Atene che veniva a prepararla, rappresentava la signoria , giungeva per crearla fuorviando i partiti , ·ingannando tutti, voleva egli ripetere a Firenze l'imparzialità.dei ,risconti , degli Scalgeri, dei dogi di Genova o di Venezia, l'imparzialità che quattro anni dopo inaugurava Cola di Rienzi a Roma, dove riproduceva la tirannia del duca d'Atene, colle formedel tribunato repubblicano. Ma il politico italiano esce sì poco dal cerchio della sua repubblica che dilnentica i signori, non conosce le rivoluzioni generali della penisola, 1nai non riconosce l'epoca di cui parla e 1nescola alla sua maniera le date municipali e le forn1egrecoro1narietraendone quasi una geometria politica al1' uso della sua arte di riuscire. , L' era dei condottieri, che succede a quella della signoria fallita di Firenze, non è meno dissimulata nè meno falsificata. Invano se ne cercherebbe il , principio, il carattere, la forma italiana, la fisonomia firentina; quest'era delle insurrezioni plebee contro. Je imprese dei signori, questa dissoluzione generale di ogni Stato per liquidare il raggio di ogni metropoli e i suoi conti coi condottieri da lei assoldati si riduce dal l\tlacchiavellia una lotta degli Albizzi . coi Ricci che succedono ai Cerchi ed ai Donati, agli Uberti e ai Buondelmontinello scellerato privilegio di sconvolgere capricciosamentela città. La distinzione dei partiti ognora ufficialmente sussistente ~1ella_distinzionedelle due assemblee dalla parte e del popolo, il risorgere delle parti sotto la pressione delle imposte decretate per soccorrere la guerra Viscontea contro Roma, la necessità di vedere ii governo accusato di essere ghib_ellinoin questa guerra ,

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