- 230 - egli crede un caos? A questa brillante confusioneegli avrebbepreferito il grettissimo regno dei I..o.ngobardi co' suoi duchi , conti e sculdasci; ~ Roma avrebbe egli preferito la nudà e rustica Pavia , colle inutili sue torri; quindi egli non intende che il marchesato., di Toscana è una delle rivoluzioni contro il regno del medio evo, che Firenze stessa più' tardi è rivoluzione alla sua volta quando sorge contro il marchesato , accusandolo di essere un piccolo regno ; e, quando lo scioglimento di questo nubiloso Stato della Contessa Matilde gli lascia vedere la città , egli crede che Tebe o Atene sorga dalla terra, e ·comincia la sua storia nel 1215, colla prima lotta degli ·uberti e dei Buondelmonti. Ma al principiare della guerra e della vita quanto non desideriamo noi non solo il Villani, ma le incondite pagine del Malaspina? Noivedressimole vi- ~enti ruine di due grandi feudalità, noi riconosce~ ressimo i discendenti dei personaggidel regno, fran1misti a quelli che avevanosostenuti i marchesi contro il re. Ma dove sono nel politico firentino le grandi tra.dizionidi Firenze? Dove gli antichi Baronidalle gènealogie ora gotiche,ora longobarde, ora romane? Dove le famiglie c·he pretendevano discendere da Troja e che sepellivano i loro morti ~on cavalli di metallo? Dove le turbe dei clienti armati, d' onde ·· erano seguite? Dove le loro torri , castelli nativi ne' quali primamente i cittadini avevanle ingiuria-- te, assediate, poi vinte costrette a demolire le proprie fortificazioni, a congedare le proprie masnade· e ad imprigionarsi poi nella città per subire l'altera villania del mercante fatto console, priore, ministro, governo?Nei cronisti questa guerra civilesi
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