Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 229 - mezzi per sorprenderci e per illuderci, 1na sarebbe contro le leggidellospiritoumanoche egli avesse fatto rivivere l'antica Firenze co' suoi faziosi,co'suoi consigli,colle sue bandiere del Comune,della parte, delle arti, dei mestieri, cof suo confaloniere elegantemente terribile e colla indomabile furberia che la rendeva inaccessibile ai tiranni, invulnerabileai vicini ed interprete della federazione ilaliana. Egli non sa nem- . meno dove sia Firenze. Non gli cade in mente di chiedersi se essa sia Stato isolato o membro di una federazione.Del papato non vede -la repubblica cattolica da lui governata,nè l'inflessibilità del dogmaa dispettodei mille trabalzi di Roma,di Perugiao di ,riterbo:dell'imperonon sospettale giurisdizioni,i confini interni, le garanzie antonomistichesopraviventi nel- ... l'assenza, nello spodestamentocompletodell'imperatore: e _giàabbiamo detto che i ,guelfi, i ghibellini, le esplosioni milanesi,venete,napoletane, le nomadi signorie dei condottieri, queste forme rapide delle rivoluzioni italiane, la fuhninea leggerezza de' loro moti sono per lui vani fantasmi che l' irritata sua .mente si sforza inutilmente di fissare G di scacciare. Ma se non intende nè le tradizioni, nè le rivoluzioni, nè i partiti, nè le armi, se non vede le spirali insidiose ~el sistema italiano, i vortici pontificj ed imperiali che ingojanO'le armate estere o che le sconcertano obbligandole _a combattere à proprio favore; se non vede che il suolo è potenteal segno di farsi giuoco delle invasioni normanne, sveve,angioine, aragonesi o franche, naturalizzandole per farne altrettanti istrumenti di rivoluzioni indigene; come n1ai·potrà intendere la· storia firentina che è parte integrale cli un tutto, di ·cui gli sfugge iJ. senso e che

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