,I - 225 - stitutrice di uno Stato, uno nei capi, nei parlamenti, nelJe caserme, nella capitale, nei porti più lontani e nelle svariate vertenze della vita politica.Su ciò nessun dubbio: e solo nasce il dubbio quando si tratta di sapere se deve essere l'unità repubblicana o monarchica nei suoi libri; e qui nel senso generale del sistema la soluzione è abbastanza speciosa per meritare gli sforzi di una interpretazione. L'unità· del Macchiavelliè monarchica per la ragione che tutta la sua scienza è individuale: la sua , parola non è mai rivolta al pubblico, non istruisce nè le repubbliche, nè le monarchie, ma solo i repubblicani, i monarchi, i profeti, i pontefici, i condottieri. Il libro stesso Del Principe, -non destinato alla pubblicità, era scritto per un principe. La sua dottrina chiede dei capi, dei capi, sernpre dei capi; essa vuole che le moltitudini siano armate, gli eserciti agguerriti, i confini assicurati, ma quando si tratta di fondare lo Stato richiede un solo eroe, applaude all'uccisione dei socj, all'assassinio di Tazio e di Remo, e spetta quindi ad un Romolo,ad un Teseo il fondare la terza Italia. Nè il nuovoRomolo potrebbe essere repubblicano,nell'intenzionedi l\ilacchiavelli, essendo in sua sentenza gli Italiani·giunti · all'ultimo grado della corruzione. Comemai stabilirete,diceegli, la repubblicaa Napoli,a Milano,in paesi pieni di gentiluomini,di signorotti, qi castellani? e chi volesse distruggerli verserebbe tanto sangue che non varrebbe poi a far libera la nazione. Quindi si rivolge egli ai Borgia, ai Medicie non mai ai tribuni, e non havvi sarcasmo che non scocchicontro i repubblicani dell'epoca. Ma un'ultima ragione rivela in tutta la sua forza
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