- 22{ - cesco Sforza,da chi deve la propria dominazionealle forze di un amico. Il primo si conservae si difende coi Ii1ezzistessi ai quali deve la propria fortuna; il secondo ha fuori di sè l'essere suo, è in balia dell'alleato che lo creò, e questi _mancandoc, ade egli ~ pure come CesareBorgia,che abile, potente, terribile cadeva il giorno stesso della morte del pontefice Alessandro VI suo padre e nume tutelare dello Stato da lui improvvisatonel1a romagna. Un'altra differenza: il principepuò esserevirtuoso o iniquo; non ci avev:anopensato gli scrittori anteriori, , per cui il sovrano· er.a una specie di pontefice in- - failibile,adorabile:ma la scienza,o signori, deve tutto conoscere, e se simile a Mosè,a Ciro, a Romolo, ~ Teseo può il fondatore di uno Stato essere altamente virtuoso; pure hannovi principi altamente scellerati similiad Agatocleda Siracusa,ad Oliverottoda Fermo, entrambi felici, fortunati e rispettati. Darete voi i medesimiprecetti ad Oliverottoed a Mosè,ad Agatocle ed a Ciro ? No certamente. Sarà poi il principe prodigo od avaro, indulgente o crudele, religioso o irreligioso,fedeleod infido ? Di quali consiglierisi fiderà? comesceglierài segretari ? questi problemi·di cui anteriormente erasi discusso con moltocandore da tanti scrittori ricevonoinaspettate soluzioni delle differenzerivelate, perchè altro essendo ,il principeereditario,altro w principe nuovo, altro il principe conquistatore, altro il principe·che s'innalza in repubblica,altro il principe che s'innalza ~ in monarchia,altro il principe scellerato,altro il principe virtuoso, ne consegue una lunga causistica,dissimulata in poche parole, ma tale che si discenda negli abissi della natura umana. Scorgendopoi il prin- ,,
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