Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

. - 220 - chismo regio trasmesso di generazione in generazione nelle scuole, le litanie della prudenza, della magnanimità, della forza, della giustizia ripetute di trattato in trattato fino dai tempi di EgidioColonna, tutti i luoghi comuni della teoria classica sono pretermessi, e dalle prime parole, il l\1acchiavellideride i principati immaginati dai libri di teologia, di scolastica o di letteratura. La sua scienza sta nel distinguere e comincia dal distinguere il principe ereditario dal principe nuovo; differenza che ci trasporta in un'altra epoca, in un'altra sfera di idee. Il principe ereditario nasce sul trono e non ha che a vivere per regnare; al contrario il principe nuovo deve essere artefice della propria fortuna e pochi anni gli sono concessi per creare un impero. Si occupa il Macchiavellidel nuovo principe soltélnto,ma altro è il principe nuovo come Alessandro in Persia, Luigi XII in Lombardia, il turco a Bisanzio; altro è il cittadino o il personaggio che si rende subitamente padrone dello Stato. Il primo è conquistatore; il secondo deve compiere una rivoluzione per mantenersi; guai a chi confonde queste due parti, guai a chi semina l'equivoco tra questi abissi. E dove, in quale Stato sorge il principe nuovo? continua a chiedere il Macchiavellisquarciando i veli benevoli che coprivano ogni differenza. Sorge forse in uno Stato monarchico? Gli sarà facile l'innalzarsi ; che se nasce in mezzo ad una repubblica allora quante lotte non deve egli sostenere perchè il popolo dimentichi l'antica libertà, nè più gli rimangonoforze volendo ricuperarla ! 1 Nè tanto basta, che altre differenze distinguono il principe che sorge con armi proprie, come FranI

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