Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 216 - da Licurgo, i secondi dal caso, ed essa mira solo a conservarsi,a difendersi,a prolungare artificiosamente la sua esistenza, involandoquasi la provria felicitàad una negligenza della fortuna, che suol fare della mutazionela leggeprima degli Stati. Chese volete glorie, acquisti, conquiste, allora rivolgeteviall'allra repubblica che fa appello alla democrazia, armate il popolo, lasciategli l'iniziativa dei moti, riservate però ne'grandi la cura di moderarli. E qui al gran modello di Sparta, succedel'eterno modellodi Roma, la cui storia si sviluppa appunto colle lotte fra i plebei e i patrizj , i primi impazienti della eguaglianza, i secondi moderatori; i primi preoccupati di estendere i confinidello Stato, i secondi intenti ad assicurareogni conquista. Il Macchiavellipropende verso il modello di Roma. E qual città, qual repubblic~italiana può esserle paragonata, senza che ne derivi la più amara critica di Firenze, di Siena, dei miseri residui, sfuggiti al predominio dei signori? non una lode data agli antichi che non sia la critica delle nuove repubbliche, non un precetto romano che non accusi il sedicesimo secolo; non poi un dettame repubblicano che nella sua altera decisionenon reclami l'unità dello Stato, cioè la forza del governo in piazza, nei parlamenti, nei consoli, nei capitani, negli eserciti, nelle colonie, nelle conquiste. Perchè Roma ingrandisce? Perchè essa è una cioè non vacillante sulla marmorea sua base, non tratta in due sensi opposti da una misteriosa distinzione dei poteri nel cielo, non in balia di un pontefice lontano, di un imperatore straniero, non aperta ai guelfi, ai ghibellini delle terre vicine, non esposta a rivoluzioni che si propagano da uno Stato all'altro

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