Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 2tn - Romani e di togliersi,una volta all'inestricabilerete delle menzogne e dei trabocchetti dove inciampano con vitupero e rovina della nazione. Egli è il primo nemico di tutti gli equivoci. La forma stessa de' suoi libri ubbidisce a questo suo intento. Eransi abituati gli scrittori a dare due trattati distinti l'uno Del Cittadino, l'altro Del Re, ed egli pure ci si presenta con due libri alla mano, l' uno su Tito Livio trattando della Repubblica, l'altro intitolato Del Principe, dove spiega la monarchia. Ma lungi da~ nascondere l'opposizione delle due forme, egli si prevale appunto della distinzione dei trattati per dare risalto non solo alle differenze tra_libertà ed il principato,ma a quelle che separano i cento diversi aspetti sotto i quali si mostra tanto la repubblica come la monarchia. Cominciamodalla repubblica. Voi capite, o signori, che io non devo qui "leggervi o commentarvii Discorsisulle Decadi di Tito Livio, ma solo dirvi quale sia il loro senso ultimo, e per quale ragione siano essi nelle mani di tutti; e sono nelle mani di tutti appunto perchè svelano la differenza dissimulata o tra~curata dalla scuola classica. Voi parlate della repubblica, dice il Macchiavelli, sta bene, ma di che repubblica parlate? Infinite sono le forme della libertà, e se voi cercate di classificarle,voi trovate subito la gran differenza della repubblica aristocratica e della repubblica popolare. -Quindi il primo dovere di chi tratta della . repubblica è di esaminare la forma: vi _attenetevoi alla forma ,aristocratica? Sappiate _cheessa confida la custodia della libertà ai grandi, ·che· prende a ~odello gli Spartani, o i Veneziani, i primi ordinati I

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