Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

-. 212 - l(!i proposta: ressenziale era di conoscerequali idee lo rendano da tre secoli celebre nel mondo e ci siamo accorti che egli ha annunziato l'unità dei due poteri predicando il regno di un pontefice armato. In quale Stato? In tutti gli Stati, perchè la politica è scienza di ogni nazione, e deve estendersi a tutti i luoghi, a tutti i tempi; e l'unità a cui mirava innanzi tutto il politico firentino era l'unità del pensiero, non scisso in due poteri, l'unità della forza non dispersa in due frazioni, l'unità dello Stato non straziato da due diverse, anzi opposte istituzioni. Discendendo adesso, o signori, alle altre sue teorie noi troveren10di nuovo il carattere dell'unità, ripetuto nei governi, nelle masse; nei capi, nelle attitudini richieste in ogni politica vicenda, perchè sempre uno dovendo essere lo Stato, i suoi moti non devono essere nè molteplici, nè ondeggianti. Quale sarà dunque la p_oliticadi Macchiavelli? Egli giunge dopo Petrarca e i petrarchisti e non gli è concesso d' inoltrarsi di un passo se non mostrando tutte le -differenze artatamente dissimulate dal sistema classico. Vi ho spiegato come questo sistema avesse resu- - scitato gli antichi affinchè i guelfi, i ghibellini, le sette ed i tiranni del grande interregno fosserodissimulati dalle forme greche e romane a profittodella pace, della giustizia e della imparzialità inaugurata dai signori. Vi ho mostrato che il classicismo era stato l'apostolato del risorgimentocontro la barbarie del medio evo, la quale riproducendosinelle guerre e nelle rivoluzioni delle città italiane, faceva sem- .brare ogni progresso un progresso di odj , di vendette e di furori. Ora il tempo di questo apostolato

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