Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

/ - 206 - del cielo gli uomini perdono la terra, mentre sotto i Romani Io spettacolo dei gladiatori, il culto che onorava gli eroi, la religione che deific~vai difensori della patria e che n1escolavadi continuo le battaglie alle preghiere, il sangue alle feste, i gladiatori ai sacerdoti, fortificava gli uornini e 1noltiplicavai guerrieri in ogni città. Se disperata non è la fortuna dei moderni e se si potranno ancora rivedere le virtù degli antichi, ogni speranza si fonda sul rivolgimento delle sfere che potrà far sorgere un culto simile a quello degli antichi, e sulla certezza che nel moto circolare delle nazioni la quantità dei vizj e delle virtù essenùo sempre la stessa, s'ingannano il greco e l'italiano lodando solo i tempi andati come pure egualmente s'ingannerebbero il turco e, il francese7 lodanùo solo i ten1pipresenti. , - un~altra volta vi parlerò, o signorj, dei governi secondo ~iacchiavelli; intanto prima di congedarmi da voi, dero dare un ultimo sguardo· alle sue idee religiose. Voi direte forse che vi spaventa oramai quest'uomo da voi fin qui rispettato come l'uno dei padri della patria italiana, voi direte che gli altri meno favorevoli suoi spositori, che gli stessi avversarj suoi lasciavano.almeno,una speranza di riscatto peL'quest'anin1aincerta, soggiungereteforse che io ho sforzatol'interpretazione, che ho attribuito idee esagerate al politjcofirentino, che ho troppo creduto al circolo delle religioni, che ho prestato trop·pafede ad alcuni passi sfuggiti alla sua penna, che ho concatenato troppo artificiosamente i· suoi concetti, che ho traspòrtato con troppa precisione un suo principio,. forse un principio da me alterato , nelle teorie secondarie che se ne svincolavano o da sè o nella

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