Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- !03 - » città e terre che ora i predetti tiranni tengono » specialmente in Lombardia ed in Tos~ana. E si • crede. pure che il papa ron1ano a ciò . sarà con- » senziente. » Il Nlacchiavellinon pensa punto a rendere rispettabili i pontefici: non si cura dei loro beni spirituali, non dei peccati che possono commettere,non delle virlù che possono praticare e nemmeno delle guerre che possono evilare. Egli sa benissiino che una gran potenza non può vivere per secoli senza sostenere lùnghissimelotte, e ~hi enumerasse le guerredei re di Francia che ora p~rdono ora riacquistano le loro città, oggi assalgono l'Inghilterra, domani la Germania o la Spagna, fomentando le ribellioni in Irlanda, in Ungheria, in Polonia, in Italia troverebbe . troppo candido il consiglio del cronista piacentino che esige una rinunzia a favoredi un tiranno, il quale non sa nè sorgere, nè giungere a Roma,nè farsi naturalizzare dall'imperatore, nè strap_Qarele sue.terre alla Chiesa da lui invano accusata di essere ·ctebole. Questoconcettodel regno tolto alle tradizioni italiane e rivoltato contro di esse, quest'idea il cui sin1bolo giace nel duomo di ~lonza e che s'immede3imacoll' impero lascia sussistere i principj che la negano: si risolve nel programma sottinteso di Giovanni Galeazzo,nel commentodella sua dimanda all' imperatore di far rivivere il regno longobardo a suo profitto, e sarebbe stato un regno pieno d' incertezze, di cospirazioni,minacciatodal ponteficedetronizzato, da' suoi satelliti depauperati, da tutti i • tiranni con lui coalizzati,da tutti.i fedeli che l'imperatore assente avrebbe rassicurati grazie alla religione·presente in, ogni coscienza. •

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