Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 202 - » Chiesa, dice egli, ha sacrificato nelle sue battaglie » più uomini che non ne contenga adesso l'intera » Italia, »· e conclude che deve rinunziare a' suoi dominj temporali nell"interesse stesso della religione. « Si ricordino i papi (sono le sue parole) che coi )) loro innumerevoli benefizj possonq benissimo vivere » senza dominj ten1porali, d'onde non traggono che i, noje, fastidj anche per il corpo come per lo spi.. » rito, e non solo per loro ma per tutLi i cristiani e » massimamente gli Italiani. Si ricordino che se sa.. » pessero che cosa è la guerra, se nelle loro stanze » e ne' loro palazzi giungessero i run1ori delle bat- » taglie con1e giungeYano nelle stanze di Priamo e » di Snrdanapalo avrebbero per grazia di vedere le » loro provincie nelle mani di coloro che volessero » riceverle. Si ricordino che se vogliono'essere per- )) fetti devono vendere ogni cosa e darne il prezzo » ai poveri, e se perdessero i beni ten1poralipotreb- » bero meglio accudire agli spirituali; il loro animo » sarebbe n1enoturbato, meno molestato e vivrebbero » in pace come i frati della povertà che nulla pos- >) sedono e mantengono Jc loro chiese onorevolmente » e passano la vita a predicare, orare, far buone ope- )) re, e possono stare, andare, venire, dove voglio- » no, senza essere ilnpediti da alcun principe o ti- " ranno. » Ma l'ultima, la vera parola un i tari a del Mussi,quella che deve raccogliere lo storico e che nessun scrittore anteriore aveva pronunziata è questa « fino dal 1245 • (fin dal grande interregno) innumerevoli tiranni » sorsero a straziare la penisola, nondimeno si crede - » che saranno annullati da un potente tiranno, il quale » dall'imperatore sarà fatto padrone naturale delle I

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