Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 201 che lo facciano il diretto precursore delle ideè poco peregrine dell'attuale letteratura. Se volete conoscere il vero capo stipite della nu1nerosafamiglia de' nostri scrittori unitari vi leggerò le incondite parole del Mussi cronista Piacentino, il quale verso il 1400, annunzia per il primo il desiderio di una monarchia nazionale in opposizione coi guelfi, coi ghibellini, coi signori e sopratutto colla Chiesa in sua sentenza causa prima dell' anarchia italiana. Parlando sotto l'anno 1376 delle ribellioni provocate dalle armi dei Visconti negli Stati della Chiesa; « origine 4i tante ribellioni, dice egli, sono .,, i pontefici stessi che non hanno amore alle loro >> città e terre, nè ai loro sudditi a cui inviano ret- >) tori nell'unico fine che si faccianoricchi. » I-Iavvi qualche cosa di vero, ma siamo assai lontano dai concetti del secretario firentino. « In qual modo, » prosegue ìl cronista, possono i suddetti rettori ar- » ricchirsi se non colle ingiurie, colle violenze,colle >) estorsioni e colle ingiustizie lasciandQ perire la » giustizia per far denari? Quindi succede quel che » succede (vi prevengoche leggoun latino che lascia » intravedere tutte l~ fibbre del dialetto piacentino) » et ideo evenitquodevenit, che in poco tempo i pon- » tefici perdettero tutte le città che avevano... e vo- » lendo ricuperarle spen'Ronopoi più denari che'non » ne introitano in cinquant' anni. E sono più di » mille anni che le dette terre e città sono piene di » guerre, per cui ne furono mai pacificamentepos- . ,, sedute, riè lo saranno mai. ,, Menziona il cronista le lunghe ed ostinate lotte sostenute dai papi contro i re longobardi, gli imperatori di Germania, i capi italiani, i re svevi ed angioini delle due Sicilie. « La I ,. \ I

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