i9U - che lo renùe forte, ciò che lo fa grande è l' esser egli nemico di tutte le tradizioni italiane, cioè della Chiesa che ei vilipende; dell'impero che considera come conquista; dei guelfi e ghibellini da lui riguardati con1euon1iniscellerati, pestilenziali, comemalattie della penisola ; egli disdegna gli Stati italiani che dichiara inconsistenti, ondeggianti tra la repubblica e la signoria, ridotti a supplire alla forza coll'astuzia, a mascherare la loro debolezza coll'indecisione, a viv~re d'inganni e di artificiose dilazioni, e se coll'ornamento dei pittpri, degli scrittori, dei scienziati, dei poeti giungono. essi nondimeno a soggiogare ogni aniino, questo merito è per lui delitto, decadenza; egli s'insorge. ~la con qual for1na s'insorge? Al certo egli propenderà al dispostisn10,quest' arnia tradizionale delle rivoluzioni italiane. Al certo egli sarà il successore dell' OculusPastoralis , che chiedeva dittature cittadine, giudici militari; di S. Tomasoche propugnava il regio dominio, di Tolomeo da Lucca che lo esagerava colla teocrazia pontificia, di Dante Alighieri, che idealizzava la tirannia trasportandola nell' impero: noi al)bian10visto che il Petrarca stesso abbandonando alla repubblica il· papa:, l'imperatore e la federazione dei signori predicava il tribunato dispotico della signoria, nella· quale concentrava-ognisuo sforzo.Attendeteviadunque a rivedere il despotismo non più sotto la formadel podestà.,del re, del papa, dell'imperatore o del signore, ma sotto altra forma, che resa nazionale diventerà forse l'unità italiana. ,· Intanto notate bene che l'unità non è il suo punto di partenza, egli non vi pensa mai tranne nelle prime pagine dell'Arte della guerra e nelle ultime ,. ' .,. ,..
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