- 194. - Che i pagani consultinogli oracoli,che gli antichi innalzino tempj ad Apt1llo,o a Serapide, che i cristiani vantino i loro miracoli,o gli eretici della Germania i loro martirj, Macchiavellidisdegna talmente gli Dei delle moltitudini, sì profonda è la sua persuasione sull'impossibilità di vincere l'ignoranza dei popoli, che egli non pensa nemmeno ad esporre la propria incredulità, la quale è piuttostoper lui una fede che un dogma. Quindi non le dà neppure la formadeduttivadi una meditazione,non le dà aspetto di scienza, non precisione di dettati, nè scende ad alcun sforzo il quale presupporrebbe pure sempre la presenza di un pubblico e l'attenzione di discepoli rispettati. Riducesi la sua dottrina ad una specie di supposizione che appena si afferra qua e là ne' suoi scritti e che tutto sottometteal moto delle sfere, a11a rotazione circolare degli astri, delle stagioni, delle v(}getazionia, ll'aiternarsi isocrono delle vite e delle morti, in modo che ora la terra rigurgita di mortali, ora viene subitamente spopolata da periodiche carestie, innondazionie calamità fatalmentepredisposte dal moto generale.E nel seno d_ellasocietàpure sorgono circolarmente i governi progredendo dalla monarchia all'aristocrazia, all'oligarchia, alle repubbliche per ritornare attraverso inevitabili disastri alla loro propria origine; e nascono, sorgono, cadono · alla volta loro le religioni per ricominciare il corso loro traendo seco il corteggio della credulità e della virtù, che poscia si disperde nella empietà e nella corruzione quando si ~fascianole società, onde poi rinascere dalle ceneri loro. Quasia rendere più terribilel'ateismodel segretario di Firenze non so qual vezzo di fede lo mescola alla •
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