- t88 - sero i distacchi, simili all' indice dei minuti secondi, sempre scosso anche quando quello delle ore sembra immobile. Giungonoperò alcuni istanìi solenni in cui il succe- ·dersi delle epoche palesemente appare e sono gli istanti n~' quali le religioni cominciano e finiscono il corso loro. Quando una religione nasce , quando trae al suo seguito cento città, quando rovescia gli imperi, rimuta i regni, sposta le capitali, inaridisce o fa prosperare vaste regioni; quando per secoli le nuove generazioni benedicono o .maledicono tradizionalmente gli uomini da essa esaltati od esacrati, ·allora nessun dubbio sull'origine del nuovo moto. E siccome•le religioni succedono alle religioni, i dogmi ai dogmi, ne consegue che, svelandosi i grandi periodi sociali dominano tutte le fasi subalterne. Come cristiani potete voi ignorare il giorno in cui comincia la tradizione vostra? Si fissano coi culti le età delle nazioni. . Esaminata attentamente la storia, consultate tutte le memorie che ci sono trasmesse dall'antichità più remota , calcolato il moto dei dogn1i, approfondito quello delle filosofie che preludono o succedono ai dogmi si ottiene, io credo, per risultato che ad ogni cinquecento anni il mondo è, interamente rinnovato. Diffatto cinquecento anni prima di Cristo, i Greci riportano le loro vittorie contro il ciclopico impero di Zerse, e si entra in un'era di libertà sconosciuta ai tempi anteriori nei quali rimangono· quasi petrificati e Licurgo e Codro e Solone come gli Dei di un'era favolosa. I Passati· ancora cinquecento anni , nasce Cristo·, -voglio dire· regna Augusto, e il sistema della con~
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