Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- {83 - noti fin dai tempi in cui Gerusale1nn1eavevapubbliche scuoleper formare profeti, indovini e iniziati di ogni specie nell'arte di moltiplicarele scommesse politiche e religiose nel gran giuoco della vita. . · Sulla stessa discesa di Carlo VIII, che molti scrittori affermanoessere stata indovinatada Savonarola, la profezia non è punto dimostrata.Le prediche che ne parlano sono posteriori alla stessa discesa; la più antica risale al gennajo o febbrajo del 1494, epoca in cui la discesa compivasi. Anche questa predica ,è ritoccata, amplificata e pubblicata posteriormente, e in questa ristatjipa, che è la prova più materiale della previsione, il Savonarola dice: « io predissi >> parecchi anni innanzi la morte di Lorenzo de'Me- » dici (cosa naturalissima), la morte di papa Jnno• )) cenzo (non si poteva sbagliare); item il caso è » stato addesso qui a Firenze della mutazionedello n Stato (già s'intende che chi assale un governone· » predice la caduta); itemdissi che quel che farebbe » il re di Francia a Pisa , qui sarebbe la rinnova- » zione dello Stato. » (parole equivoche o che rientrano nelle precedenti, e a malgradodell'impetoprofetico, l'oratore soggiunge): « io non ho dettoqueste » cosepubblicamente, ma le ho dette a quelli che· , , » son qui a questa predica ed ho li testimonj qui » a Firenze. • Siccome non si parla quando il prete è in pulpito, e nell'uditorio nessuno conosce il vicino, I' assertonon poteva 1 trovar contradditori, e si verificava appunto il caso che faceva·smentire il proverbio: chi tace conferma. Mancando le parole magiche possiamo immaginarlecome Je avrà dette il profetache ci trasmise egli stesso il suo metodo, la sua storia,

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==