- 182 - avido, illuso, vedeva l'avvenire, sentiva sotto i suo~ piedi i rumori dell'inferno, dall'alto· gli giungevano all'orecchio le voci del cielo, rapide estasi gli svelavano l'avvenire d'intere generazioni,~d egli sempre più animatopigliando in ogni successo la forza per crearne di nuovi, inebriato da tutte le correnti magnetiche che portavanoverso la grand' incognita del futuro, finiva per persuadere a sè stesso di esser profeta, taumaturgo e messia. • Comedubiterei di me stesso? dicevaegli, vedete » le mie profezie oramai rivestitedei segni della mia » missione, cioè disprezzate, accusate d'equivoco, )) inutili contro l'ostinazione dei perversi, eppure non ))mai da me disdette, benchè io non ignori dove » io sia, e l' impossibilità di dare addietro. Però )) sono contentodi morire per Cristoe per:la verità. » J I suo miracolo si riduceva dunque a questa parola: io lo voglio a costodella ·mia vita, miracoloche sospende l' effetto delle leggi, rovescia le dinastie e 1nuta di continuo le sorti del mondo. Noi c' incliniamo dinanzi a questo fenomeno,noi gli accordiamo caratteri divini, noi riconosciamo che nell'azione il grado di forza della volontà ·ra solo sovrastare un uomo all'altro, ad esso dovevaMariola potenzadello sguardo suo che facevaarretrare lo schiavodestinato a trucidarlo, ad esso ogni pontefice deve l'ascendente che rende venerabile la sua parola. Già abl)iamo noi detto che vero tribuno era il monaco di S. Marco, ed una potenza regia riveste d' altronde ogni uomo seguito dalla folla; in ciò l'atto prova la forza. Ma la .parte profetica de'suoi discorsi consisteva nelle vaghe minaccie-d'invasioni, di pesti, di carestie, di morti e non trascendeva i luoghi comuni
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