.. 16 - leggete le finzioni dei poeti, e quando scorrete le tradizioni dei popoli sull'Olimpo, sul paradiso, sulle battaglie degli angeli, dei giganti, sulle alleanze di l tio coi patriarchi, sull'istante in cui ~e leggi sono dettate tra i miracoli o in cui le lotte degli elementi si confondono con quelle degli uomini, sulle inani altezze del cielo come nella chimericaprofondità del Tartaro, voi vedete sempre un perpetuo contrasto tra i governi, e' tra le mosse politiche ora repubblicane, ora monarchiche, ora travolte in ribellioni, ora in reazioni, senza che mai possano acquietarsi le nazioni sotto una medesima legge. E come mai dunque io potrei attenermi a una situazione,ad un istante, ad un dolore, ad una speranza della mia patria o de'miei contemporanei,quando la scienza che rr1i trascina alla ricerca dell'ignoto mi obbliga a percorrere tutto il passato, tutto il presente ' senza nemmenopermettermidi rimanere nella realtà, di modo che io mi vedo obb1igato ad esaminare perfino il possibile nei poemi e nelle leggende? - Sciogliamoci dalle vane preoccupazioni, parlian10 come se fossimo di tutti i tempi, di tutte le nazioni, così Aristotile creò la politica nell' era dei filosofi quando esaminate le Costituzioni dei Greci e dei Barbari, paragonati tutti i casi della guerra interna ed esterna, diede alle principali formedei governi il nome che anche in oggi le distingue. · Manoi non ci appaghiamodell'altezza a cui siamo giunti, considerando la politica nelle sue cond)zioni universali ed eterne. Havvi di più, interroghiamo noi stessi, richiamiamo alla memoria le nostre lotte, risalendo nel più lontano passato della nostra nazione; credete voi che ogni lotta politica sia real- '
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