Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- :i74 - ingegnosi o inclinati alle dissenzioni più conviene la repubblica; la sua repubblica rassomiglia al governo cittadino del Platina e 1nostra le linee della signoria Veneta; il trattato è autentico come Finfluenza della trad_izionedel Petrarca; e, senza sottilizzare su particolari combinazioni di elezioni, di consigli, di teoriche subalterne, instabili come il vento, seguire~o il tribuno di San Marco,ultimoapostolo della libertà firentina. Nessuno portò pit1 lungi il parossismo dell'astra- _ zione morale, nè più ciecamente si affidò alle virtù tipiche della giustizia, della fortezza, della prudenza, col proposito di compenetrarne i popoli e di sollevarli contro le tirannidi dell' epoca~ Consistevano queste in un miscuglìo di raffinatezze esterne e di intima corruzione, nel quale la barbarie dei_tempi andati e le istituzioni ferali che la letteratura aveva voluto raddolcire riproducevansi con una nuova depravazione in guisa che i lumi della civiltà, il lustro delle scienze, l'albagia dei filosofi,e lo splendore delle arti , contribuivano oramai a rendere intollerabile il giogo della signoria rinnovata ed a ridestare l'idea , spenta della repubblica ne' cittadini che, lontani da Venezia, ne vedevano lo splendore e non le fogne. Con tale tendenza il frate trasforma, fin dal 1490, il suo pulpito in un~ tribuna. I suoi discorsi sul . lusso, sulle delizie deiia vita, sulle perfidie del secolo, sui pericoli della patria, sui disordini della cosa pubblica vanno a ferire il signore cittadino che abita il palazzo ~i Cosimo de' Medici, e gli ricordano i tumulti passati e la cospirazionedei Pazzi, che gli aveva rapito il fratello. Riformando il Convento di San Marco, egli moltiplica le_austerità re-

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