Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

politica: e voi troverete il Petrarca ripetuto di con- - tinuo dal 1450 fino al 1500, l'anno in cui ci fer- . n11amo. Comincerò dal citarvi il pontefice Enea Silvio Piccolomini, un pontefice i~periale come lo aveva voluto il vate: un pontefice che dice l' antecristo venturo quando sarà finito l'impero, quindi più che mai interessato a mantenere la dominazione imperiale, quasi che CarloIV potesse ritornare a Roma felicementeo, ttimamenteg, loriosamente. I suoi additamenti, consigli staccati, detti diversi di alti principi, e sopratutto d' imperatori attestano l' intenzione di tradurre in arte signorile la prudenza dei re. Qui , nulla di rimarchevole tranne non so qual colorito italo-germanico, e ben si vede per esempio, che . quando il Piccolomini fa dire da un imperatore . che vorrebbe allontanate dal consiglio due per.sone, la simul~zione e la dissimulazione, la novità del concetto dipende unicamente dal piglio rettorico. Lo stesso si dica dei voluminosiprecetti che il Fregoso toglie dalla storia e dirigge a suo figlio saccheggiando da ottimo petrarchista tutti gli scrittori antichi che mescola ai moderni. l\'Iaun altro scrittore reclama la nostra attenzione. Antonio Becattelli, più noto sotto il Panormita, perchè in quell'epoca nessuno si, metteva nel puntiglio patriottico di disconoscerela città nativa, propone con simpatica ammirazione d' imitare Alfonso .d'Aragona, il quale col mezzo della Sicilia aveva .compita la gran crisi del mezzodì,e raccoglie i fatti e ·detti memorabili dell'eroe suo in modo che pare .ancor. egli scrivere De ·Optimaflepublicagubernand.a .,Il suo libro fu tradotto, ristampato, applaudito; l'att t

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