- t62 - Sforza, parlavano anch' essi come tribuni di Roma; discepoli del letterato Cola Montano, intendevano di operare cose grandi, il {acinus antico, l'atto glorioso e immortale degli eroi, e appunto questa·fede sostenevali e nel concertarsi in secreto e nel morire in pubblico, dove vedevano svanir come un sogno i loro divisamenti in mezzoad una città volgarmente spaventata. Da ultimo sotto il ponteficePaolo II una nuova persecuzione c'insegna che il culto dell' antichità, il classicismo, ha trovato il suo apostolo in PomponioLeto, il quale celebra l'anniversario della fondàzione di Roma,e si prostra ogni giorno dinanzi all'altare di Romolo, deciso a più non aprire. nè la Bibbia, Qè i Santi Padri, perchè barbari di latino_ e fors'anche di pensieri. I suoi discepoli lasciano i loro nomi cristiani per prenderne di pagani e seguono ·con religioso fanatismo le sue lezioni sugli antichi, persuasi essere il cristian·esimopiuttosto fondato sull'astuzia dei santi che ·su vere e sicure testimonianze. Il Quirini afferma che cospiravano contro la vita del pontefice; il , Platina, uno degli accusati,-riduce al contrario' la congiura ad un'allucinazione panica de' prelati; ma Pomponio Leto, fu torturato e lungamente imprigionato, gli altri addetti furono alla volta ]oro crudelmente repressi ; e , questo fatto di un classico apostolato, questo martirio di una cong~ega di dotti, questo culto ·dell'antichità con· un senso moderno, questo pensiero prima personale e letterario, poi religioso e politico ci fa vedere che il Petrarca non , è morto e che resta sempre nell' attitudine in cui lo ha visto il suo servo nell'ultima sua ora. Nuovi scrittori saranno adunque petrarchisti nella
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