Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

I , - !60 - delle guerre, delle paci, delle signorie, delle repubbliche svaniscono talmente che il filo degli eventi sarà perduto per più generazioni. Non basta. Un avvenimento subitaneo, non preveduto dal Petrarca, non sospettato da alcuno, soddisfa alla fine l'ardente suo desiderio di conversare cogli antichi. Diffatti l' invasione di Bisanzio che si compie dai Turchi nel 1453 getta di rimbalzo in Italia gli esuli Bisantini, che parlano il greco, spiegano Omero, Aristotele , Platone e piu non è .. necessario di serivere lettere a Pericle o a Quintiliano per ingannare la distanza dei tempi. L'Italia, minacciata dall' impero turco si fa un punto di onore di prendere l'ellinismo sotto l'egida sua. ed è lo stesso papato che lo pr<Jteggein odio all'islamismo e che per tal guisa diventa sempre più docile ed obbe.. diente ai voti del Petrarca. Nello stesso frattempo Nicola V ordina tante costruzioni, rifà tanti edifizj che la sola enumerazione dei lavori sotto di lui compiti ingombra molte e molte pagine de' suoi cronisti; n.egli ultimi cinque anni del suo pontificato sono tradotti più autori greci che non ne fossero • stati tradotti in cinque secoli prima di lui. Che dico ? l'eroe stesso del Petrarca, Cola di Rienzi,. risuscita anch'esso quasi evocato dalla magica c.orrelazionetra il pensiero e l'azione, e l'anno stesso in cui cade l'impero di Bisanzio, Stefano Porcari pensando che è venuta pure la fine del papato si accinge a ripristinare la repnbblica romana. Si circonda di cospiratori, invano relegato a Bologna ricompare subitamente alla testa di un moto che fa impadlidire il pontefice, i cardinali e i prelati; e, più felice di Cola di Rienzi, muore innocente. La cospi- •

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