Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 14 - bliche varie secondo che regna in esse l'aristocrazia o la democrazia. Nel primo caso sorge Venezia fra lo splendore e le tenebre de' suoi enigmatic· patrizj e rassomiglia al Giappone dove il doge non ha potere, la polizia è invisibile e i· grandi invigilano sulla prosperità dello Stato, mentre nel secondo caso delJa den1ocraziaFirenze e Atene, Schwitz e Corinto nella loro sincera mobilità obbedisconoad altre leggi del]o spirito umano. Non si dominano adunque le forme dei governi senza dominare la loro varietà, senza regnare sulla loro contraddizione. Vorreste voi preferire la monarchia alla repubblica o l'aristocrazia alla democrazia? Una legge sola basta a falsare una forma, le alterazioni sono innumerevoli, e in una parola il modello dei governi non esiste. Se esistesse, la- forza delle armi o della ragione l'avrebbe propagato, imposto, universalizzato, da cinquernila anni il problen1asarebbe sciolto e invece da cinquemila anni la monarchia, la repubblica, l'aristocrazia, la democrazia si combattono, ondeggiano, nascono, cadono, si scom- , pongono, si ricompongono; nè col patriottismo o col civismo si scioglie al certo il gran dubbio che tormentava i politici a' Atene. . Decomponiamo i governi; esaminiamo i congegni e gli ordigni di questo giuocod'azzardodella politica: le sue mosse sono fatte con esseri tipici sempre i medesimi in ogni luogo ma sempre opposti gli uni agli altri. Primo di essi si presenta il re che dispone della nazione e sehza nemmeno contrapporgli i tipi opposti del tribuno, del fazioso, del regicida, senza uscire dal circolo del1a sapienza regia, il re stesso può essere unico come d'ordinario, doppio come a ' ..

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