- fl3 - I gli disse quel che trovereste adesso nei giornali di / Parigi, dove la prospettivaessendointervertitaquanto esce dalla regolarità,dallacentralizzazione,dalla monarchia pare disordine, affazzonamento,pazza dissenzione. Che civiltà, che meraviglie,che leggi,che primato?gli diceva l'anonimo,voi siete pieni di dis~ sidj , d' incertezze, d'anarchia. Roma appena esiste di nome, e se volete conoscere la vostra libertà leggete S.· Bernardo che vi chiama « ribelli al ponte- » fice, empj contro Dio, temerarj contro i santi, se- ,, diziosi, ostili ai vicini, inumani cogli estranei, di » nessuno amanti;. da nessuno amati, infedeli coi >l superiori, implacabili cogli inferiori, sfrontati nel » chiedere, impudenti nel negare, ingrati coi bene- » fattori, promettitori di cose grandi, opratori di >) minime,blandìssimiadulatori,mordacissimidetrat- » tori e dottissimi traditori. » Qui il Petrarca_raddoppiando lo slancio del suo genio, rivendica le glorie dell'Italia, le sue 1e·ggi,la sua religione, la supremaziaantica del suo impero, quella moderna del suo papato, e sfidando i Francesi di rinegare, se I' osano, il loro titolo di cattolici romani, loro intima di ohbedire a Roma, sotto pena di essere chiamati viiissimi mentitori.Questi sono i dati del1, eterno dialogo tra la Francia e l'Italia; una perenne ostilità separa le nazioni, e il giorno in cui l' inimicizia avrà cessato, esse avranno cessato di vivere, perchè le frontiere sono sacre al Dio· della , guerra, il male dell'una nazione è bene dell'altra ,. tutto s' interverte sui campi delle battaglie e conviene tranquillamente ascoltare le opposte millanterie dei popoli come si ascolta il ruggito dei -vulcani. . . \ I
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