riconoscere. " Umorgaio, dice il Petrarca, dei Ftan- » cesi, desiderio di società, facilità e giocondezzanel >) conversare, amabilità nei conviti li distinguono; ·vo.. )) lontieri ogni occasione di sollazzar~i afferrano ed >) alle cure fanno guerra col giuocare, cantare, ridere, >) mangiare e bere. » Voi sapete, o signori, che questo dicevasi appuntopiù secolidopo da Mazzarini: cantano? sono le sue parole, pagheranno. • Quanto è pronto, >) prosegue il Petrarca, quanto è baldo il loro animo » ad azzuffarsi,altrettanto è mollee non resistente alle » calamità sotto il cui pondo opprimere si lasciano. » Cosi passano da.gliUgonotti alla S. Barthelemy, dalla Fronda a Luigi XIV, da Robespierre a Napoleone. « Io non poteva persuadermi, dice altrove il poeta >) colpito da una mutazione francese, che fosse·quello >> stesso regno che io aveva altre fiat~ veduto si >> ricco e sì fiorente. Io non vi riconoscevapiù nulla, » non altro si appresentava a'miei occhi che una soli- » tudine spaventosa, una miseria estrema, una deso- » ]azione universale; terre incolte, campi devastati, » case rovinate. Dov'è quella sì splendida Parigi? » ove sono le schiere dei discepoli? ove il fervore » degli studj ? ove le ricchezze dei cittadini? ove » la letizia di essi ? ora si odono i clamori dei guer- >> rieri non dei disputanti, si vedono i mucchi delle » armi e non dei libri, eccheggianotra queste mura » non i sillogismi ed i sermoni ma i gridi delle scolte » ed i colpi degli arieti; cessò ogni frequenza di » viaggiatori, i quali sono appena sicuri nella stessa » città; fuggì da questa metropoli la _sicurezzache vi » sedeva come nel suo tempio. , • A forza ,di criticare trovava naturalmente il Petrarca chi gli rispondesse, ed ·un -anomino francese
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==