Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

I - 1~0 - concentrare non è produrre, rubare non è creare. « Popolata, dice egli di Parigi, dai più dotti uomini, >) è come il paniere in cui si raccolgono le più rare , ~ frutta di ogni paese. Poichè l'Università fu fondata, » come si legge, da Alcuinomaestro di CarloMagno, » non vi è stato, che io sappia, un indigeno di qual- » che fama, ma quei che in essa si distinsero, fu- )) rono tutti stranieri. ~ In mezzo a tanta scienza, Parigi, centro di una monarchia, trovasi di libertà inferiore alle città italiane, e mentre i suoi dottori vi parlano delle idee, delle voci, delle entità, d! tutto il possibile, mentre Occam vi distrugge l'intera teologia coll' infa_ticabile sottigliezza dell'argomentare, il Petrarca es- , sendosi bonariamente servito della parola fortuna nell' aringare il re, scandalizza la corte e vede il classicismo superiore ai Parigini. Quindi' il suo stupore, il quale sarà ancora lo stupore di ogni italiano, che giunge a Parigi, dove intende mille elegantissime bestemmie contro la religione, la proprietà e la famiglia, nell'atto in cui i liberi pensatori sono a perpetuità esclusi da ogni cattedra per teorie che Ja cattolica Italia crede di Diritto Comune. Senza dubbio ]a centralizzazione è sempre più rapida nell'azione e tale che in oggi a Milano o a Torino si sanno dai giornali francesi le notizie di Roma e di Napoli.Di ciò pure si lamenta il Petrarca. « In tal guisa, dice egli, io, posto in mezzo all'Italia » ( a Parma), ignoro le italiche notizie finchè non mi » si annunziano dalle Gallie, cosa di cui son solito » meravigliarmene e sdegnarmene. • Nessuno potrà pure contestare gli incanti perpetui della vita parigina, dove s'intrecciano e si sciolgono tutti i drammi ..

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