Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 12 - dei satrapi, il suo comando scoppia rapido come l~~ folgoree dà moto ad innumerevoli armati che schiacciano i popoli finitimi in modo che rimane uu vanto eternoper laGrecial'atto solodi essersidifesa.Vedete il fasto, la ricchezzainaudita di questa agglomerazione d'uomini, esarninate i suoi intrepidi capitani che si mutilano da sè stessi sotto le mura di Babilonia per piacere al padrone; seguite Zerse ne'suoi disegni, Ciro nelle sue glorie, che i nostri profetie i nostri sacerdoti hanno confuse colla gloria di Dio vòlta alla redenzione del genereumano; considerate dico quest'antico miracolo dellà regia potenza che appare in tempi dove appena la storia si stacca dalla favola e voi lo troverete talmente inseparabile dalla monarchia che riproducendosila monarchiamille anni più tardi nella storia di Francia, si riscontra di nuovo in Carlo ~lagno e ne' suoi successori; e, simile a Zerse, Luigi XIV ci mqstra egli pure, infallibile l'unità del comando; celate le incertezze nel consiglio de'suoi ministri che S. Pierre chiama vizirì, dubbia e terribile la sua a1nbizione per tutti gli Stati, irresistibili le sue armi per ogni confinante, fulminei i suoi moti per tutti i nemici, eroicamente servili i capitani al menomo suo cenno, e le repubbliche o i popoli liberi che lo circondano minacciati, invasi, e reputati felici per ciò solo che sanno resistere. . E ogni Statomonarchicoripete di continuo la storia di Zerse e di Luigi XIV. Noi la troviamonella Russia, misteriosa nelle sue deliberazioni,e tomba universale · nella quale discendonomuti per sempre innumerevoli popoli; noi la troviamo nella Spagna di CarloQuinto che subitamente invade l'antico e il nuovomondo, e quando Cortezgiungeva nel Messico, ivi pure incon-

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