' - 136 - ·innumerevolimitatori. E Laura non è più la madonna provenzale del cavaliere Errante, e neppure la freddissimaBeatrice di Dante, questarispettabilissima virtù teologale che giunge_piùgelida di Briseide tra le braccia d'Achille; Laura sola oramai par donna, vedonsi le sue chiome d'oro, gli occhi suoi languenti; la sua parola riempiel'animod'inaudita dolcezza, l'aura scherza co' mille nodi de' suoi capelli, e i fiori cadendoglid'intornocon vagoerrore sembrano dire: qui regna amore. ~la lasciamo a parte il Canzoniere,perchè se insisteste non potrei darvi altra risposta. Parliamodel trattato di Petrarca, De Optima Repubblicaadmini-· stranda, trattato sì politico e sì speciale che avrei. dovuto parlarvene innanzi tutto e al certo lo avrei· fatto nella precedente Lezione se il tem~del poeta,, assai più ampio,non avessedi troppo eccedutoqueste· ottanta pagine di periodi latini. Mase non ho cominciato da esse, io non posso trascurarle, non potrei sacrificarvele; come il Canzoniere, sono esse dirette a Francesco Carrara, il più gentile dei·signori; in esse si propone il Petrarcadi imitareCiceroneche lodava Cesare, dichiara anzi, che lo loderà sempre, che non imiterà le disdette dell'oratore romano, il quale poi lacerava il dittatore divenuto signore di Roma; insomma protesta che sarà sempre fedele alla causa della signoria. E qual è il primo precettoda lui det- .. tato al signore di Padova? Gli dice appuntodi farsi amare, di non ascoltare le suggestioni della paura, della diffidenza, di aprire il cuore ai cittadini, di essere per loro un Tito, un Antonino,di compatiret ,isitare, consolare, parlare: cento altri precetti succedono·aquestie lutti dedotti dal principiodell'amore..
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