- f33 - e con essi assicuravasi all'interno la libertà dei signori, ali' esterno la dominazione-religiosa e giuridica di Roma sul mondo, e per tal guisa la rivoluzione era trasportatanel patto di CarloMagnocolla Chiesa, pa~to che proclamava appunto i due capi •per distruggere la _grandetirannia nel regno contro ogni itterno tiranno e contro o.gnibarbarica invasione. , Con questi concetti dovete intendere le lettere del Petrarca a Carlo IV di Boemia.e le molteplici ed. entusiatiche istanze da lui fattegli perchè rialzasse Roma, istanze in .c.ui le sue parole sempre equivocanti suonano letteralmenteconsiderate comealtrettanti atti di servilismo.Il servilismosembragiungere al colmoquando gli dice: « L'Italia non sperq mai » sì lietamente l'arrivo di uno straniero principe e » essanon isperad'altronde il rimedioalle sue fe~ite... » Per la prima volta dopo tanti secoli ci viene in· • te ridonato il patriocostume,in te il nostro Augu- • sto... ArrigoVII, che ora abita il cielo, mira dal- ». l'alto i tu9i andamenti, computa ti giorni, numera » le ore e ti spinge a Roma. » Un' altra volta gli scrive: • Prosteso ai tuoi piedi ti supplico, ti • scongiuroper tutto ciò che v' ha di più caro ·di » entrare in Italia: tutto t'. invita a discendervi, le » circostanzenon furono mai più favorevoli, il çielo » stesso par che ti apra la strada... Quella Toscana · » che già rivoltavasi contro l'avo tuo e tanti altri » principi a lui anteriori è dispostaa darti ogni ar- • gomento di sommissione... • L'imperatore _stesso era sforzato di moderare l' idea della sua potenza troppo esorbitante nella mente del poeta: « Gli » antichi tempi di cuiparlate,rispondevagliesso,non • . 9 '
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