Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

4 - t32 - svellere dall'Italia la capitale del mondo. « Dubbio >) puerile ed inetto, esclama egli, che svela l'iniquo ,, animo di chi lo propone perdendolo in un labi- >> rinto di menzogne. » Ma come andare a Roma ! Badate che seguo il Petrarca e che mi faccio un punto d'onore di non attribuire idee moderne agli antichi ( applausi) e ve ne accorgerete.Come andare a Roma? Col pontefice trasformato per la prima volta in un signore, cioè fatto ministro di pace contro le sette ed i tirannL Quindi rivolto ad Urbano V residente ad Avignonegli dice: « Che fa la tua sposa? da qual console è retta? » da qual capitano difesa? Da quali amici conso• >) lata?... Te assente, è assente il riposo, esule la » pace, sorgono le guerre e civili ed esterne, giac- >) ciono atterrate le case, vacillano le mura, cadono » i templi , periscono le cose sacre, 'la giustizia è » soggettaalla forza, piange, anzi ulula la plebe in- » felice ed invoca il tuo nome. » Prese alla lettera queste parole, potevano essere pronunziate dal suddito più servile, ma quando se ne intende il senso si sente la rivoluzione che ribolle, che ci· trasporta in una nuova epoca e che ricorda Cola di Rienzi, la cui voce si ode ancora allorchè proseguendo la sua allocuzione al pontefice, il poeta ripete con parole egualmente umili ed audacissime l'intimazione del tribuno a Lodovico il Bavaro. « Nè permetti solamente, gli dice egli , che ,, Cesare sia in Roma, ma lo comanda... se Roma >> accoglierà l'uno o l'altro ,de' suo~ sposi sarà bene, >> seamendueottimamente,gloriosamente, f licemente. » Difatti riuniti in Roma i due capi della cristianità,. la repubblica italiana ricuperaYa i suoi due presidi I

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