- t20 - volta espressa sotto di lui nella cronaca del Mussi e considerata come un' arma contro gli inganni e· illusioni del pontefice. Passando per Milano voi vedrete, o signori, una cattedrale irta di _elegantissin1e e innumerevoli guglie che sfidano il cielo: questo è il monumento di GaleazzoVisconti, dell'amico di Petrarca, del signore milanese. Ma il punlo decisivodel sistemadel poeta, l'istante in cui egli vede per così dire le sue-idee fuori di sè attuate negli eventi si è quando Roma che aveva attraversata l'era dei podestà coi senatori, e delle sette cogli Orsini e coi Colonna, giunge alla fine alla signoria con Cola di Rienzi, il tribuno severo e clemente. La dittatura imparziale, la spietataperseGuzione delle parti, la giustizia resa eguale per tutti, quiudi la sicurezza ristabilita, il popolQ felice, la città ringiovanita e subitamente portata a livello di Napoli e di Milano, ecco i caratteri del rapidissimo regno di Cola di Rienzi, i caratteri della signoria,e questa volta il signore legge Tito Livio,dissotterrale iscrizioni, parla degli antichi Romani ai nuovi Romani, e, mentre il popolo si desta, sembra per una illusioneottica che rantichità rinasca. Profondamente commosso il poeta prende la penna per scrivere al nuovo eroe (< comprenderò, esclama egli, in tumul- » tuosa orazione pensamenti degni dell'Omerico sti-- » le ... tre Bruti, soggiunge egli, potrà oramai con- )> tare l'eterna città, il primo che scacciò Tarquinio » il superbo, il secondo che spense Cesare, il terzo » che perseguita colla morte e coli'esiglio i tiranni » del nostro tempo.. . si cancelli, ve ne prego, dal » nostro seno, o Romani, ogni vestigio di civil fu-- » rore, e colla benevolenza del vostro liberatore
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