Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

• - ft.5 - .fiche perfidie con cui i signori sventavano i sozzi tentativi delle parti, e il linguaggio letterario coll'equivocodell'antichitàdeludevaogni sforzoretrogrado, -0 obbligavagli uomini a rinnovarsi iutieramente.Così nasceva il classicismo,questa moda inaspettata della letteral.ura,questa formasì lungamente,sì ciecamente imita.laper tanti secoli, formache si riproduceanche in oggi nel linguaggio conciliatore.delle nostre ac- . cademie, che regnava in tutti i convegni del seco- . -lo XVI, e che fu adottata in tutte le piazze del secolo XIV, d'onde scacciò per sempre le antiche sommosse. Primo tra' suoi conternporanei;gran poeta e poeta divinamentelnspirato, il Petrarcaera chiamato ad esser l'interprete, il maestro del classicisrnoche nelle sue mani divenne l'incanto a cui nessuno rèsi~teva,e il cui prestigio dovevalasciareuna traccia perpetua nella storia. . • Nessuno più r~solutamentes,otto le apparenzedella modestia, assali il_· medio evo condannandolo ad assentarsi dalla storia· ed a lagciare che gli antichi s-i confondesserocoi modernJsenza distinzionedi casta, di nazionalità,di. razza, di tempoo di religione.Nessono ebbe più forté la convinzione di ~bitare le città di Augusto,di Virgilio; di stringere la mano dei conterranei di Ovidio, o di parlarecogliuqmini che potevano direttamenteaver parlato con Omero.Nèmai la erudizione presentò un caratterepiù vivente, più ap- .passionato,piì1attuale che ne' suoi scritti, nella sua · · vita, nelle sue ricerche. Nel suo --trasportoper l'antichità, che per una strana interversioned' imagini egli vedeva piuttosto nell'avvenire che nel passato quasi fosse una terra promessa, I.a scoperta di un libro di Ciceroneo di Quintiliano, o l~ poss~s;,ionedi un •

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